La ricerca sui tumori da amianto in Italia: una tipica storia italiana

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Posted on 11 ottobre 2016

Il problema dei tumori da esposizione ad Amianto in Europa nel mondo è destinato a diventare sempre più grave nei prossimi anni .

Diversi gruppi di epidemiologi concordano nel prevedere che 250 mila uomini ( prevalentente a causa dell’ esposizione professionale) ed un numero imprecisato di donne (la cui esposizione è stata piu’ spesso ambientale) moriranno per tumore pleurico fino al 2035 nella sola Europa Occidentale (“Mesothelioma European Epidemics” Peto et al UK) 

In Italia registriamo circa 1100/1300 morti all’anno per tumore pleurico, numeri destinati inevitabilmente a salire nei prossimi fino raggiungere all’incirca 2000 vittime all’anno.

Questo se l’esposizione finisse, completamente, oggi.

Cosa che, purtroppo, non sta accadendo .

Persino più grave appare la situazione in altri paesi del mondo come India, Cina -compreso tutto l’ Estremo Oriente- Brasile e tutti i paesi appartenenti all’ ex Unione Sovietica dove vi è moltissimo amianto e dove l’utilizzo industriale talvolta ancora persino tollerato

Al punto che autori inglesi hanno definito il problema amianto in India “India’s Asbestos bomb clock” ovvero la bomba a orologeria dell’Asbesto in India.

La ricerca scientifica e la rete internazionale sui  tumori da amianto nel mondo. Il ruolo dell’Italia 

Questa eccezionale sfida rappresentata dall’epidemia di tumori da amianto ha colto in gran parte impreparata la comunità scientifica internazionale.

La ricerca sulla prevenzione secondaria (diagnosi precoce) come sulla terapia stanno pagando un profondo gap determinato dallo scarso interesse per un tumore che è stato sempre considerato a bassa incidenza come il mesotelioma pleurico (di gran lunga il tumore più frequente legato all’esposizione da amianto) che ha fatto si che pochi gruppi al mondo si siano interessati dello studio di questa neoplasia.

In Italia, praticamente solo il gruppo afferente da 15 anni al Gruppo Italiano Mesotelioma (GIMe) e (da una decina di anni) la Fondazione Buzzi Unicem onlus per la ricerca sul Mesotelioma pleurico  hanno finanziato e condotto la ricerca su questa neoplasia.

Pochi altri gruppi in Usa (Philadelphia, Chicago, San Francisco, Honolulu, Columbus) Europa (Leicester Amsterdam), Australia (Perth) lavorano da anni (integrati con i due italiani) e si riconoscono nella quali totalità nell’International  Mesothelioma Interest Group  (IMIG) e Mesothelioma Applied Research Foundation (MARF)

Negli ultimi 5-6 anni l’attività di questa rete integrata (vedi slide allegata) ha, però, coinvolto anche altri centri in Italia e nel mondo ed i risultati si vedono.

Ad esempio il costante impegno del GIMe e della Fondazione Buzzi hanno consentito di sensibilizzare l’ Università di Cambridge e l’ Istituto Sanger a Cambridge ad inserire anche il Mesotelioma tra i tumori a maggior incidenza dei quali viene studiato il genoma per identificare le “driving mutations” e per i quali si studiano farmaci specifici mirati a modulare queste mutazioni.

Inoltre si stanno mettendo a frutto gli studi di laboratorio condotti in questi anni e coordinati dagli italiani e che hanno permesso di giungere alla sperimentazione clinica a livello mondiale per la registrazione internazionale di nuove più efficaci terapie per il mesotelioma sia pleurico che peritoneale-

Questo grazie alla ricerca di base italiana pubblicata su prestigiosissime riviste internazionali ed incoraggianti risultati clinici preliminari che hanno smosso persino le multinazionali del farmaco.

 

I criteri internazionali di valutazione della ricerca e loro razionale

La ricerca scientifica mondiale da quando esiste si è data criteri rigorosi finalizzati alla valutazione della qualità scientifica.

Seppur con aggiustamenti negli anni, l’Impact Factor (IF) affiancato più recentemente dall’indice di penetrazione (HI) ha rappresentato il criterio esclusivo per valutare la produzione scientifica di un autore e/o di un gruppo.

Maggiore è il numero delle pubblicazioni e maggiore è il valore di ogni pubblicazione che sono accettate  nel sito ufficiale del National Institute of Health (Washington: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed ) maggiore risulterà l’ IF e l’ HI score.

La scelta di questo metodo si basa sul ragionevole assunto che l’interesse su di un argomento deve portare a frutti concreti che consentano passi in avanti nella conoscenza e, in questo caso, a nuove terapie basate su questi progressi .

In particolare, in assenza di efficacia della terapia standard , è chiaro come solo la ricerca possa migliorare la prognosi dei pazienti con Mesotelioma.

Chi non la fa , non la pubblica. Come può arrogare maggiori competenze di chi la fa e la pubblica ?

Questo accade in tutti paesi civilizzati

Ognuno può valutare chi ha fatto cosa: basta andare sul sito Pubmed, inserire il nome dell’ autore Mario Rossi ( Rossi M.) seguito dall’argomento (in questo caso “mesothelioma”) e potra farsi la piu’ inattaccabile delle opinioni informate…

La Ricerca Italiana 

Da quanto descritto finora, risulta come chi sta lavorando da anni sul mesotelioma in Italia ha guadagnato un ruolo di assoluto prestigio internazionale.

Tanto lavoro, tanto studio, l’aiuto fondamentale di realtà private (come la Buzzi Unicem) che senza alcun conflitto di interesse (non ha mai  lavorato ne  collaborato con i produttori di amianto) ha messo molto denaro per puro spirito di servizio e, se permesso dirlo, un po’ di fantasia ed  intelligenza tutta nostra italiana, ha consentito di arrivare dove altri non sono arrivati.

Infatti sul mesotelioma il  gruppo che rappresento e’:  primo tra gli autori Europei , tra i primissimi al mondo ;Expert leader per le Società Scientifche Europee e per la UE, estensori delle linee guida europee per la terapia del Mesotelioma, unico gruppo Europeo nel Board scientifico del MARF, Unico Membro italiano del Board dei Direttori dell’ IMIG, curatore per editori statunitensi ed inglesi di libri, monografie e riviste sull’argomento etc.

Tutto senza alcun conflitto di interesse, senza aver mai preso un centesimo dalle aziende farmaceutiche a nessun titolo…

Il Modello Inglese e quello Italiano ovvero Il consensus Meeting Internazionale organizzato dal NCI Inglese e la… Conferenza Nazionale Amianto neofiti verso Damasco e AIFA 

Usque tandem ?

Ma a noi italiani non piace essere normali neppure quando si difende (a parole) un bene supremo come la salute e come, in questo caso, andrebbero strenuamente difese persone che soffrono solo per aver lavorato o vissuto nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Per dovere civico se non per altro… .

Quando il governo inglese incassò qualche milione di sterline dalle “litigations” con le “compagnie”  dell’ amianto si pose la più semplice ed ingenua delle domande:

Come spenderli al meglio per la salute dei malati e degli esposti ?

Cosi incaricò il suo organo per la ricerca sul cancro di interpellare i 15 principali esperti internazionali (USA/Europa/Autralia/Giappone etc) perché suggerissero quali fossero le  più  promettenti linee di ricerca sul Mesotelioma.

Ognuno di noi quindici diede i suoi suggerimenti.

Su questa base il Governo pubblicò un bando PUBBLICO di ricerca per tre progetti di ricerca aperti a tutti i gruppi inglesi .

Tra tutte le domande, valutate in cieco dallo stesso Board internazionale, furono proclamati i tre vincitori.

Questo in base alla competenza sull’argomento (basato sulle pubblicazioni specifiche) alle facilities a disposizione (quindi sulla fattibilità del progetto), sulla sua congruità rispetto al finanziamento richiesto ed, ovviamente, sulla qualità scientifica .

Ora concedetemi un pò di satira basata sui fatti e, come la satira deve essere) intrisa di amara indignazione.

Questo e’  quello che succede in Italia:

Ci sono i soldi (forse), da dove vengono (processo di Torino, Inail, Provvidenza ? Chissa ?)

Quanti ?. Non si dice, si vocifera, presto verranno proclamati ai quattro venti. Ma non è poi così  importante ci siano davvero.

A chi vanno dati ? Il Ministro Balduzzi mi vorrebbe vedere e questo mi sorprende grandemente. Ma come un Ministro meritocratico ?

Lavorando in Inghilterra pensavo che si trattasse di un ministro inglese…

Ma si arriva rapidissimamente ai soliti rituali da tardo impero.

Ogni consorteria (il cui pubmed e prestigio scientifico sono pari alle qualità etiche) si scatena a sparare su Mutti e su chiunque lavori con lui .

“E’ un ciarlatano” dice qualcuno di Torino al ministro e le varie consorterie, sempre molto sodali nei misfatti, fanno eco, rincarando la dose .

D’altronde chi li ha mai visti cosi tanti (forse) soldi, tutti folgorati dal dio Amianto,

“Ce ne siamo sempre interessati” arriva a dire qualcuno…

“Io studio il tumore del polmone” . Come dire esperto per contiguita’.

Un oculista diventa otorino e tutti annuiscono convinti.

Sus sui, asinus asini pulcher…

Speriamo sia solo malafede…

Poco importa che (spero lo ammettano almeno  a se stessi ) non sappiano di cosa stiano parlando, che non potranno essere di aiuto a nessun altro che alle loro consorterie, che i loro conflitti di interesse (Boeringher, Lilly etc) indurrebbero chiunque a fare un passo indietro..

Non in Italia, ovviamente. Neppure di fronte ai morti .

Mai il ministro, è lampante, capisce al volo e ritiene le consorterie assai più autorevoli della scienza.

“Mutti, che è costui ?” . Peccato di gioventu’, un momento di ingenuità Senatore Balduzzi nonché ex (non rimpianto) ministro.

In fondo lei non e’ tenuto a mettere la salute dei cittadini al primo posto .

Chi si danna da una vita per i pazienti è dimenticato immediatamente a favore della Pax… L’aggettivo lo lascio a voi…

Si identificano i nuovi “esperti” (uno/due per consorteria)

Quindi si organizzano in tutta fretta nell’ordine: un’arruffatissima Seconda Conferenza  Nazionale Amianto 

( la prima la organizzai con Il Ministro Bindi nel 1999) dove un medico che si interessa di cure palliative modera la sessione sulla “ricerca di base (sic!), un piano amianto dove si vogliono dare i “forse” soldi a tre progetti coordinati da centri che di tumori da amianto sanno meno di mia figlia di 12 anni e che presentano progetti obsoleti, senza substrato scientifico o applicabilita o, persino, copiati (male).

Quali siano stati i criteri per l’ identificazione di questi tre centri di “esperti “ non è dato sapere…

“Non siamo inglesi, abbiamo un’ altra cultura” Certo quella della Pax… Aggettivo ancora di vostra scelta

Persino un “Conferenza Nazionale sul Mesotelioma” a Ravenna dove viene invitato un solo oratore competente: Il Prof Sherperel di Lille che… ha scritto le linee guida europee con me

Il poveretto non capisce, perche abbiano chiamato lui e che c’entrino gli altri relatori invitati con il Mesotelioma

Mi manda una mail ma e’ ancora confuso. Mi telefona

“Sono un ciarlatano” dico io. Capisce tutto “Ah i politici italiani” commenta nel suo franco-inglese…

Loro sanno gia’ come siamo fatti…

Ma gli “appacificati” non sono domi: si parla persino di rete di eccellenza. 13 centri che estendono la corte dei dilettanti allo sbaraglio ad una “Corrida”in cui non si perde mai.

Tranne i pazienti ovviamente…

Ma la nostra rete -che noi metteremmo peraltro a disposizione senza chiedere nulla se non il rispetto per il nostro lavoro- dove è finita ?

Un ultimo cenno lo merita l’ unica terapia che il SSN rimborsa in Italia per la terapia del mesotelioma

Il SSN rimborsa solo la combinazione Platino e Pemetrexed (Lilly)

In realtà la combinazione Platino Gemitabina ha dimostrato pari efficacia ma la Lilly si è sempre rifiutata di ammetterlo.

Peccato lo dicano le linee guida europee. E vi risparmio le pressioni subite per cambiare la frase…

Forse perché la Gemcitabina costa un decimo ?

Perche la Gemitabina non si può dare ,solo in Italia, se non dopo la richiesta di permessi che fanno perdere un sacco di tempo per una malattia che va trattata con grande tempestività se si vogliono ottenere i risultati “migliori”. Tra virgolette perché la risposta non supera il 30 % dei pazienti…

Perché in Italia siamo obbligati a pagare 10 volte di più per gli stessi risultati ?

Lilly, AIFA, “Scienziati” Torinesi rispondete. Senza fretta per carità.

Però prima chiarite i vostri rapporti con le multinazionali

Noi continuiamo a chiederci Usque tandem ?

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