Bioimmunoterapia del mesotelioma: utilizzo clinico di nuovi target terapeutici.

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Posted on 11 ottobre 2016

Tremelimumab 

E’ il nome delll’anticorpo monoclonale (mAb) umano  diretto contro CTLA-4.  Il mAb anti-CTLA-4 tremelimumab agisce con un duplice meccanismo d’azione: da un lato stimola attivamente il sistema immunitario potenziando l’attività dei linfociti T effettori del paziente, dall’altro blocca l’attività delle cellule T regolatorie che fisiologicamente “spengono” la risposta del sistema immunitario, impedendone un protratto stato di attivazione. Con questo trattamento il sistema immunitario del paziente viene quindi attivamente stimolato e messo in grado di combattere in modo più aggressivo ed efficace il tumore. 

«Si tratta di un anticorpo monoclonale – spiega Maio – che stiamo già sperimentando con risultati promettenti in altri tumori dell’uomo e che ora, per la prima volta, viene impiegato per combattere questa malattia [il mesotelioma] ad alto impatto sociale in quanto direttamente correlata all’esposizione ambientale e professionale all’amianto».

Lo studio senese è di fase due e coinvolge ventinove pazienti provenienti da tutta Italia con specifiche caratteristiche cliniche e biologiche, selezionati anche dal Gruppo Italiano per il Mesotelioma [Gime] presieduto dal dottor Luciano Mutti, di cui fa parte l’èquipe diretta dal dottor Maio.

«La molecola che stiamo utilizzando è in grado di ‘togliere il freno’ al sistema immunitario – aggiunge Maio – bloccando anche l’attività di una popolazione specifica di linfociti che ne regola fisiologicamente l’attività. In questo modo viene fortemente potenziata la risposta immunitaria al tumore. L’immunoterapia può quindi rappresentare una strategia terapeutica promettente perchè per il mesotelioma, le tre armi comunemente usate contro il cancro e cioè chirurgia, radioterapia e chemioterapia  non sono [in molti casi] particolarmente efficaci poichè, nella maggioranza dei casi, la malattia viene identificata solo in fase avanzata».

Il progetto clinico avviato a Luglio del 2012 e terminerà a Gennaio 2015 è frutto di un lungo e complesso lavoro di ricerca di laboratorio, svolto anche in collaborazione con il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e reso possibile grazie a specifici finanziamenti assegnati negli anni scorsi all’équipe del dottor Michele Maio dalla Fondazione Buzzi Unicem di Casale Monferrato che sostiene progetti e interventi per la diagnosi e cura di questa malattia che, in alcune aree italiane, ha una frequenza di nuovi casi di 10-15 volte superiore rispetto al resto della popolazione, con circa 1500 nuovi casi all’anno e che, si prevede, avrà un picco d’incidenza tra il 2020 e il 2025.

“La terapia immunoterapica di Siena ha dato risultati cosi incoraggianti che verrà applicata in uno studio mondiale che coinvolgerà USA, Europa ed Australia.” sottolinea in una intervista il Dr.Luciano Mutti.

Lo studio è  “sponsorizzato” dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese nella  U.O.C. Immunoterapia Oncologica del policlinico Santa Maria alle Scotte, diretta dal dottor  Michele Maio coadiuvato dalla D.ssa Luana Calabrò

Credits immagine : Sienafree.it

Riferimenti : Fondazione Buzzi Unicem onlus,  Il Monferrato.itClinicalsTrials.gov.

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